CONTRO LO SPRECO II

In Africa nera, in Un Paradiso Fiscale, i giornalisti di Pensalva Publishing hanno dovuto affrontare alcuni problemi relativi all'approvvigionamento di alimenti freschi e alle condizioni igieniche in cui si trovano, mentre 1/3 del cibo nel resto del mondo va a finire nella spazzatura.

La definizione di Treccani di sprèco è: “s. m. [der. Di sprecare] (pl.-chi). – Consumo fatto in quantità eccessiva, o comunque non adeguato ai risultati: s. di denaro, di luce, di gas, di risorse; s. di tempo; fare spreco di energie, di forze; quando cucina, fa grande s. di condimenti;…..”

Oggi andremo avanti sull'argomento già affrontato nella prima parte della collana “contro lo spreco”, concentrandoci sui vestiti ed ancora sul cibo. Offriremo successivamente, in altri articoli, una visione maggiormente approfondita di altri argomenti, come lo sfruttamento delle risorse idriche o naturali, l'utilizzo del materiale scolastico o l'organizzazione dei viaggi. Non lasceremo mai il cibo da parte perché troppo importante per la sopravvienza nostra e del nostro pianeta

LO SPRECO NEll'ABBIGLIAMENTO

A volte uno riceve un regalo che non gradisce, oppure non si trova a proprio agio guardandosi allo specchio con quell'indumento. Può darsi che abbiamo dei capi di abbigliamento rimasti in armadio in attesa di indossarli -mai. “De gustibus” significa che ciò che non piace a noi può piacere agli altri. Pertanto, anziché tenere in armadio il pezzo o buttarlo via, possiamo:

1) rivenderlo sulle piattaforme digitali, tra cui Marketplace, vinted, Depop, Shpock, . Svuotaly, Vestiaire Collective, Rebelle, Videdressing, . Asos….

2) regalarlo a qualcuno che conosciamo e sappiamo lo indosserà. Per chi non è pratico di “regalare”, provateci: è un momento di vera gioia.

3) possiamo tentare di adattare il vestito con diversi trucchi e trucchetti: cambiamo colore con le tinte che vendono nei negozi specializzati facendo solo una lavatrice, abbiniamo un bell'accessorio che ne dia risalto o ritocchiamo lunghezza o larghezza.

4) infine, portiamo nei centri di raccolta delle Comunità. Sapranno cosa farne.

PER L'ABBIGLIAMENTO DEI BAMBINI

Crescono in fretta, c'è poco da fare. I vestiti rimangono piccoli, stretti, corti. A volte si può solo regalare (o vendere) il pezzo a chi ne ha bisogno, ma con alcuni trucchi si potrà recuperare qualche indumento cui loro sono affezionati: ad esempio

1) i vestiti delle bambine: se sono corti ma ampi, possono essere utilizzati con i leggins a modo di camicetta;

2) i leggings che non andranno più la prossima stagione possono essere accorciati per usarli in estate. Chi non sa cucire, può portarli in sartoria cinese, dove fanno il lavoro per un importo modesto (3-4 euro);

3) evitare la tentazione di acquistare qualcosa solo perché “è bello”; i bambini non hanno il medesimo concetto di bellezza degli adulti. Spesso il vestito più bello finisce “parcheggiato” in un angolo dopo averlo indossato una sola volta

4) i vestiti da carnevale possono essere sempre salvati. Saranno sempre “alla moda” e in famiglia qualcuno li indosserà volentieri prima o poi.

IL CIBO

Sperperare il cibo non è solo una questione di etica ma porta aD un esaurimento delle risorse non sostenibile. Nel 2050 si prospetta un aumento di 2.3 miliardi di persone, con il conseguente incremento della produzione alimentare. Bisogna tenere presente che un miliardo di persone sul globo ha a disposizione da mangiare meno di un quarto di tutto quello disponibile per una persona che vive in Europa o negli Stati Uniti. Pertanto, il cibo va rispettato, non buttato.

A LIVELLO DI RISTORAZIONE recentemente è nata un'opportunità digitale per recuperare il cibo che non viene utilizzato nei vari posti di ristoro. Si tratta di “too Good to go”, un'applicazione che aiuta i punti di ristoro a recuperare l'invenduto ed a ridurre l'impatto ambientale.

Ogni nucleo familiare è responsabile dell'utilizzo che fa dei prodotti alimentari e di come costruisce la propria salute, che parte dall'assunzione consapevole di alimenti sani e nutrienti. Importante è anche la coscienza della Comunità, cioè, della sostenibilità, evitando lo spreco. Le abitudini da adottare e gli atteggiamenti da evitare sono già stati trattati nel capitolo “contro lo spreco”.

Vediamo alcuni esempi pratici quando ci troviamo alimenti in scadenza o avanzati 

1) da un risotto si può ricavare un piatto croccante al forno, con l'aggiunta di formaggio filante e di qualche spezia, o delle gustose crocchette o supplì - furto d'oro giallo;

2) con la pasta avanzata si può fare un pasticcio in forno, o utilizzarla fredda per un'insalata, aggiungendo verdure ed ortaggi;

3) con il pane raffermo si fanno dei dolci semplici e gustosi – torrijas – inoltre, si può utilizzare ammollato per diverse preparazioni – creme e patè-, e grattugiato per il forno o la friggitrice;

4) con le bucce d'arancia si possono preparare le scorzette d'arancia al cioccolato - amaro in bocca - con cui si potranno farcire fagottini o plum cake o farla essiccare per accompagnare antipasti o primi – non è oro tutto quello che luccica;

5) con la frutta matura si possono preparare ottime macedonie o gustosi frullati -yogurt frutta & rock;

6) i legumi saranno una base importante per creare gustose crocchette da accompagnare con una semplice salsina - un pasticcio di vecchia data ;

7) con il pesce si possono creare dei gustosissimi patè - “muto come un pesce”, “equilatero femmina”, “morbide bastonate”, “latitante in barca”, “frode di colore”….

8) con i pomodori maturi si possono preparare marmellate, salse e conserve gustose che andranno messe in barattolini appositamente sterilizzati per consumare alla bisogna - bugiardo;

9) con le verdure si possono preparare ottime vellutate e gustose farciture per carne o pasta – ravioli, cannelloni, crespelle…. -nemici giurati

10) Lo yogurt in scadenza può essere preparato per ottime salse e se è dolce, per preparare al volo morbide polentine - gira la ruota

Ricordiamo che quasi tutto quello che abbiamo può essere trasformato, se non utilizzato nel modo in cui si presenta: una salsa può farcire dei morbidi panini, un formaggio può accompagnare i cereali, un riso può creare un ottimo supplì, una patata può legare il pesce per proporre morbide polpette.

Non bisogna avere paura degli alimenti, non acquistare in eccesso, e non arrendersi di fronte a scadenze e colori!!! La natura ci sarà grata